Varese, 17 ottobre 2020 - Nell'ambito di un'inchiesta diretta dalla procura di Busto Arsizio, la polizia di Varese ha arrestato quattro persone coinvolte in un traffico internazionale illegale di armi da guerra.  Gli agenti della Digos hanno sequestrato in appartamenti e cantine utilizzati dagli arrestati un arsenale. Trovati oltre 50 tra mitragliatori, fucili d'assalto, carabine e pistole, 14 manufatti esplosivi, granate, numerose parti di armi, serbatoi per cartucce ed oltre 10mila munizioni di vario calibro.

L'inchiesta, condotta dalla Digos di Varese, coadiuvata dalla Direzione centrale della Polizia di Prevenzione/ Ucigos - Servizio per il contrasto dell'estremismo e del terrorismo interno, è stata coordinata dalla Procura di Busto Arsizio ed è nata monitorando F.D.B., 61enne di Gallarate, ex funzionario della dogana di Malpensa. L'uomo era già stato arrestato per aver tentato di vendere un missile terra aria nel luglio dello scorso anno. Gli era stato concesso l'obbligo di dimora il 4 settembre scorso, ma è stato sorpreso mentre tornava dalla Svizzera con una pistola e munizioni e nella sua abitazione gli agenti hanno trovato un mitra, un fucile d'assalto, una pistola calibro, una granata e varie munizioni. Il 61enne è stato quindi arrestato per detenzione illegale di armi e munizionamento da guerra.

Nel corso di una seconda perquisizione in una cantina di proprietà dell'uomo sono stati rinvenuti e sequestrati sei mitra, due mitragliatrici pesanti, quattro fucili mitragliatori, tre pistole mitragliatrici, 14 fucili di vario tipo, tra cui due kalashnikov, e circa 10mila munizioni di vario calibro. Altre sei persone, residenti nelle province di Varese, Novara e Monza e Brianza, sono state controllate. La polizia ha trovato tre armi da guerra, 14 manufatti artigianali esplosivi, sette pistole semi automatiche e un fucile a pompa. Al termine delle perquisizioni altre tre persone sono state arrestate.

"Parliamo di migliaia di armi vendute all'estero, di milioni di munizioni, armi da guerra come i micidiali candelotti sequestrati, che però escludiamo possano essere state dirette ad organizzazioni terroristiche interne o internazionali", ha detto  Eugenio Spina, capo della Sezione Antiterrorismo Interno della Polizia di Stato. Il gruppo, secondo l'inchiesta coordinata dal pm di Busto Arsizio Massimo De Filippo, era in grado di movimentare enormi quantità di armi "estero su estero spesso senza nemmeno transitare dall'Italia, grazie a referenti internazionali che gli garantivano l'approvvigionamento", ha precisato il magistrato.