Polizia postale
Polizia postale

Mantova, 21 novembre 2020 - File pedopornografici con centinaia di immagini di minori custoditi nel computer: con questa accusa gli agenti della polizia postale di Mantova, nella giornata di ieri, hanno arrestato M.B., 59enne mantovano già indagato per lo stesso tipo di reato e, per lo stesso motivo, in passato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria.

Al termine di complesse e delicate indagini finalizzate alla identificazione degli utenti di una chat pedo-pornografica, gli investigatori della polizia sono riusciti a individuare M.B. attraverso una lunga attività investigativa, effettuata anche con l'utilizzo di agenti sotto copertura e specificamente autorizzata dalla Procura della Repubblica di Brescia. L'indagine è scaturita da un attento monitoraggio del web e dalla conseguente individuazione della chat utilizzata per lo scambio delle immagini di pornografia minorile. Gli uomini della polizia postale, una volta concluse le indagini e ottenuto sufficienti elementi probatori, hanno deciso così di effettuare una perquisizione personale e domiciliare nell'abitazione dell'indagato, in occasione della quale è stata rinvenuta e sequestrata una micro scheda di memoria installata all'interno del telefono cellulare dell'arrestato, nella quale erano memorizzati più di 700 file di materiale pedo-pornografico suddiviso e catalogato tra fotografie e video.

L'uomo è stato trasferito, in stato di arresto, alla casa circondariale di Brescia a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Il suo telefono cellulare e le altre apparecchiature elettroniche in suo possesso sono state invece sequestrate per consentire agli investigatori di Mantova di analizzare nel dettaglio tutti i file e le chat memorizzate al loro interno, con l'obiettivo di ricostruire tutta la rete di contatti virtuali avuti dall'arrestato, attraverso i profili social utilizzati per l'acquisizione dei file dal contenuto illecito.