Il passaggio della Mille Miglia
Il passaggio della Mille Miglia

Codogno (Lodi), 26 ottobre 2020 - In primavera, al culmine dell’emergenza Covid, a Codogno risuonavano solo le sirene delle ambulanze. Ieri mattina, invece, sono stati i rombi delle circa 300 auto partecipanti alla Mille Miglia, transitate per il centro storico, a fare da colonna sonora e ad omaggiare la prima città simbolo della prima "zona rossa".

Tra due ali di folla che hanno occupato tutto il cuore della città da via Garibaldi, a via Roma, a via Vittorio Emanuele, sono dapprima sfilate decine di esemplari di Ferrari, la prima delle quali si è affacciata in piazza XX Settembre, alle 9.35. Poi, dopo circa mezz’ora, sono transitate le auto storiche, salutate dagli applausi della gente che scattava foto e girava video per immortalare un vero e proprio evento, la prima volta in assoluto a Codogno per la storica corsa. Uno striscione del Moto Club Codogno ha salutato gli equipaggi transitare. Anche i partecipanti, molti i tedeschi e gli svizzeri, hanno apprezzato lo scorrere lento tra i piccoli rettilinei e le curve del centro di Codogno, salutando con la mano chi non aveva voluto perdersi questo momento, e in qualche caso rallentando per fare una foto dall’abitacolo. Protezione civile e Polizia locale hanno garantito la sicurezza lungo il tragitto. Il "serpentone" di auto strombazzanti ha tagliato in due la città e poi ha imboccato la tangenziale e quindi la via Emilia per transitare a Casalpusterlengo.

Poi, dopo una manciata di chilometri, l’arrivo a Lodi, in piazza della Vittoria dove, anche qui, i bolidi senza tempo hanno fatto la "passerella", sfilando come prime donne davanti ad una folla plaudente. Era la terza volta che la Mille Miglia passava dal capoluogo lodigiano, ma stavolta non è stato possibile il pit stop come era avvenuto nelle precedenti edizioni: il rischio di eccessivo assembramento ha portato gli organizzatori a cambiare programma. Per Lodi, è stata anche una edizione speciale visto che proprio quest’anno cade il 90° anniversario dalla nascita di Eugenio Castellotti, pilota lodigiano, che vinse la Mille Miglia nel 1956.