di Laura De Benedetti Il doposcuola popolare è un vero esempio di resistenza: tenuto da un’educatrice e da volontari dell’associazione Pierre, in attesa che riapra la Casa di quartiere di San Fereolo (inaccessibile a causa dei lavori sul cavalcavia di viale Europa) si svolge all’aperto, in un parco, finché non cala il buio. Unico stop, quando piove. E il surriscaldamento globale, in questo caso, è d’aiuto, perché sta ancora regalando, a fine ottobre, giornate sufficientemente miti da poter fare i compiti su delle...

di Laura De Benedetti

Il doposcuola popolare è un vero esempio di resistenza: tenuto da un’educatrice e da volontari dell’associazione Pierre, in attesa che riapra la Casa di quartiere di San Fereolo (inaccessibile a causa dei lavori sul cavalcavia di viale Europa) si svolge all’aperto, in un parco, finché non cala il buio. Unico stop, quando piove. E il surriscaldamento globale, in questo caso, è d’aiuto, perché sta ancora regalando, a fine ottobre, giornate sufficientemente miti da poter fare i compiti su delle sedie, in mezzo all’erba. Da questa settimana, però, con il cambio dell’ora legale, vi accedono solo i ragazzi delle medie perché quelli delle elementari escono alle 16.30, solo mezz’ora prima che faccia buio.

"Cerchiamo di resistere perché vediamo la difficoltà riscontrata dai ragazzi – spiega l’educatrice, Marta Serviati – Rispetto ad un anno fa, prima del lockdown e della didattica a distanza, ora hanno dimenticato molte cose e sono più insicuri. Speriamo di poter rientrare presto nella Casa di quartiere. Da quando è iniziato l’autunno, qualche mamma non manda più il proprio figlio perché teme il freddo ma fino a settimana scorsa avevamo una 15ina di bambini delle elementari e una decina delle medie. Con il ritorno all’ora solare, abbiamo dovuto anticipare l’orario di mezz’ora: iniziamo alle 14,30 e finiamo alle 17. E quelli delle elementari, dunque, non riescono più a venire. Siamo legati alle condizioni metereologiche: dopo la pioggia di lunedì ora è prevista una settimana di bel tempo. Me lo auguro perché, quando piove, i tre volontari non ci sono e io cerco di aiutare via WhatsApp: c’è chi manda la foto della pagina che deve studiare e io gliela spiego, chi i compiti di matematica e io cerco di preparare un video tutorial. I ragazzi sono di classi diverse per cui non è possibile fare una videochiamata unica con tutti. Ora posso stare online con loro anche un po’ più a lungo. Fino a settimana scorsa alle 18.30 andavo ad aiutare il mio compagno al bar ma ora, col lockdown dei locali alle 18, ho più tempo". Il doposcuola popolare, che ospitava fino a una 40ina di bambini, chiuso durante il lockdown, ha riaperto nel parco di piazza Martiri della Libertà in estate. La Casa di quartiere che lo ospitava, infatti, si trova sotto il cavalcavia di viale Europa, interessato dalla primavera da lavori di ripristino, mai ultimati.

Il Comune aveva annunciato il riavvio del cantiere, dopo lo stop per una perizia supplettiva, dal 21 ottobre: l’impresa avrebbe dovuto modificare l’area transennata, liberando la Casa entro fine settimana. Invece è ancora tutto fermo.