Piazza Duomo semi deserta
Piazza Duomo semi deserta

Milano, 21 novembre 2020 - L’ultima “evasione“ a cadere è stata la passeggiata al parco. Tutto (o quasi) ruota attorno alla casa: qui si studia, si lavora e si trascorre il tempo libero. La vita dei lombardi è cambiata: si spostano poco e con l’auto (o mezzi privati), riempiono le dispense di scorte di alimentari e di farmaci e - se possono - evitano treni, tram, metrò e autobus. Lo rivela il report sugli spostamenti tra il 4 ottobre e il 15 novembre. Sulla base degli utenti registrati e delle loro geolocalizzazioni , Google ha calcolato la variazione (in percentuale) dei movimenti rispetto al valore medio di riferimento di ogni giorno. Le curve mostrano un crollo del 76% per i luoghi di retail e tempo libero - ristoranti, bar, centri commerciali, parchi a tema, musei, biblioteche e cinema - e del 69% per le stazioni di mezzi pubblici. Entrambe evidenziano dinamiche simili: una flessione costante entro il 40% fino a domenica 25 ottobre, una discesa rapida tra la fine del mese e i primi giorni di novembre (circa -80%) e una stabilizzazione tra il 2 e il 15 novembre con il rallentamento della diffusione del virus in Lombardia. Dimezzati gli spostamenti verso i parchi, le piazze e le aree pubbliche.

Qui la curva mostra però differenze: fino al 12 ottobre le presenze erano costantemente sopra la media di riferimento, eredità di un’estate vissuta con meno restrizioni e paure. L’andamento dei movimenti è segnato da continui alti e bassi, con “cadute“ a partire dalla seconda decade di ottobre (con i contagi in crescita), una risalita tra fine mese e i primi giorni di novembre e un assestamento sotto la linea dei valori di riferimento con l’istituzione della zona rossa. Diminuiscono del 46% anche gli spostamenti verso supermercati, negozi di alimentari e farmacie, con spese sempre più concentrate e meno frequenti come già successo tra marzo e maggio in occasione del primo lockdown. Con l’istituzione della zona rossa si è assestato intorno al 40% il calo della mobilità verso i luoghi di lavoro. Effetto della crescita dello smart working da casa, testimoniato dall’unico valore positivo: l’incremento del 18% dei movimenti nelle zone residenziali con una curva quasi speculare - ma in crescita - rispetto a quella dei viaggi per raggiungere uffici, aziende ed esercizi commerciali aperti.