Milano, 28 ottobre 2020 - La Lombardia fa i conti con una nuova impennata di contagi e ricoveri. Dei 24.991 i nuovi positivi al coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore ore quasi un terzo sono relativi al territorio lombardo. Numeri sempre più drammatici: oggi la regione ha superato la soglia dei 7mila casi al giorno. Sono infatti 7.558 i contagi accertati (di cui 229 ‘debolmente positivi’ e 36 a seguito di test sierologico), a fronte di 41.260 tamponi processati (il numero più consistente da inizio pandemia). Si tratta del dato più alto di sempre, nella regione più colpita da Covid-19. Cresce ancora il rapporto casi-tamponi, oggi al 18,3%. A livello nazionale le vittime sono 205, 47 nella sola Lombardia (in totale 17.357). A preoccupare la crescente pressione sugli ospedali: aumento di 21 unità nelle terapie intensive (che hanno raggiunto quota 292 pazienti) e +357negli altri reparti (3.072 in totale) in un solo giorno. Forte incremento dei guariti/dimessi, oggi 989 (in totale 91.763, di cui 3.603 dimessi e 88.160 guariti).

Covid-19 in Italia, contagi del 28 ottobre / Pdf

La regione con il maggior numero dei casi si conferma la Lombardia con un incremento del 50% a quota 7.558, seguita dal Piemonte con 2.827 (su 16.673 tamponi) e dalla Campania con 2.427 (con 15.030 tamponi). Oltre quota duemila casi anche il Veneto (2.143). In Italia sono 14.981 i pazienti ricoverati con sintomi (+1.026) e 1.536 le persone in terapia intensiva (+125). Sono in isolamento domiciliare 276.457 pazienti (+21mila) mentre sono 3.416 le persone guarite o dimesse.

Bollettino 28 ottobre emergenza Covid in Lombardia 

Nel Milanese oggi sono stati registrati 2.708 casi di coronavirus, di cui 1.092 nel capoluogo. Nelle altre province, i numeri più alti si registrano a Varese con 1.902 casi, Monza e Brianza con 822, Como con 440 e Pavia con 298. Poi ci sono Brescia con 288 positivi, Bergamo con 252, Lecco con 182, Cremona con 130, Mantova con 125, Lodi con 97 e Sondrio con 55.

I dati di mercoledì 28 ottobre

Un freno per il contagio

Resta da sciogliere il nodo delle misure anti-Covid. Saranno sufficienti le norme contenute nel Dpcm e il coprifuoco voluto dalla Regione? O servirà una stretta ulteriore, con un lockdown localizzato sulle aree più colpite dalla diffusione del virus? Il problema è legato alle tempistiche. Un riscontro sulla reale efficacia dei provvedimenti si avrà solo tra 10-15 giorni, quindi quelli in arrivo per la Lombardia saranno giorni particolarmente difficili, con i pronto soccorso sempre più nell'occhio del ciclone della seconda ondata. "Gli ospedali di Milano sono al collasso, non c'è più posto per i pazienti. Avanti così, si rischia di morire in ambulanza o in casa, come accadeva in primavera" ha ammonito Maurizio Viecca, primario di cardiologia al Sacco di Milano.

Lockdown a Milano: Sala scrive a Speranza

Resta sul tavolo l'allarme lanciato ieri dal consulente del Ministero Walter Ricciardi, che ha parlato di un lockdown "necessario" a Napoli e Milano.  Il sindaco Giuseppe Sala sull'ipotesi lockdown (insieme quello partenopeo Luigi De Magistris) ha scritto una lettera al ministro della Saluto Roberto Speranza "per chiedergli se quella è un'opinione del suo consulente o è un'opinione del ministero e, nel caso fosse un'opinione del ministero, se è basata su dati e informazioni che il ministero ha e noi non abbiamo". Sull'argomento è tornato anche il governatore Attilio Fontana: "L'evoluzione di contagi va valutata attentamente per assumere provvedimenti - ha spiegato -, credo che si possano fare scelte alternative al lockdown per salvaguardare la salute". Dal Governo al momento un'ulteriore stretta, se la curva non dovesse scendere, non è esclusa. con l'eventualità quindi di procedere, per il momento, ad interventi mirati.