Milano, 17 ottobre 2020 - Dei 10.925 casi registrati in Italia nelle ultime 24 ore, 2.664 sono relativi alla Lombardia, la regione più colpita dall'emergenza Covid-19. In rapporto ai tamponi analizzati nella regione (29.053 oggi, 2.471.303 da inizio emergenza), la percentuale di positivi al virus sale al 9,1% circa (ieri i casi erano 2.419 con 30.587 tamponi). Tredici le nuove vittime in Regione (17.057 nel complesso), mentre in tutto il Paese oggi i decessi sono stati 47. Le persone ricoverate con sintomi, in Lombardia, sono 943 (+109), di cui 96 in terapia intensiva (+25 in 24 ore), mentre sono 20.586 i soggetti in isolamento domiciliare. I guariti/dimessi sono 154 (totale 85.112, di cui 1.780 dimessi e 83.332 guariti). La Lombardia si conferma la regione dove, nelle ultime 24 ore, è stato registrato il maggior numero di nuovi casi (2.664), seguita da Campania (1.410 a fronte di 14.704 tamponi), Lazio (994 con  27.748 tamponi), Piemonte (972 con 11.066 tamponi) e Toscana (879 con 13.548 tamponi).

I dati di sabato 17 ottobre

I dati di sabato 17 ottobre

I dati delle province

La provincia di Milano si conferma centro dell'epidemia in Lombardia con 1.388 nuovi casi, di cui 634 a Milano città. Numeri molto alti anche a Monza e Brianza (+286), Varese (+218), Como (+171) e Pavia (+103). Incrementi a due cifre a Brescia (+83), Bergamo (+69), Lecco (+67), Mantova (+56), Lodi (+46), Sondrio (+37), Cremona (+25).

Milano, negli ospedali altri 1.400 letti Covid

Tutti i nosocomi milanesi si stanno riconvertendo. Non a caso ieri Giulio Gallera, assessore regionale al Welfare, ha fatto sapere che la Giunta ha approvato la conversione alla causa del Covid di altri 1.400 posti letto negli ospedali lombardi. Posti destinati a pazienti a bassa intensità, che hanno superato la fase più acuta della malattia o a positivi asintomatici ricoverati per altre patologie o motivi. Massimo De Rosa, consigliere regionale del M5S chiede "di rendere operative le 200 Unità Speciali di Continuità Assistenziale promesse dalla Regione". Per Pierfrancesco Majorino (Pd) la "Regione non ha ancora provveduto a irrobustire la rete di assistenza ai positivi e alle loro famiglie".

Ospedale di Vizzolo Predabizzi, 8 positivi 

Otto operatori sanitari tra radiologi, ginecologi e ostetrici che lavorano all'ospedale di Vizzolo Predabissi (Milano) sono risultati positivi al test del coronavirus. Il reparto Covid, in questo nosocomio, era stato riaperto due giorni fa ma i controlli al personale erano già stati programmati essendo periodici e i risultati sono arrivati nelle scorse ore. Gli otto operatori sanitari sono già stati messi tutti in quarantena e sono tutti asintomatici. In seguito a questi isolamenti, comunque, l'ospedale non chiuderà nessun reparto a meno che, nelle prossime ore, la situazione non peggiori. 

La nuova ordinanza di Regione Lombardia

Per cercare di arginare la diffusione del virus ier sera Regione Lombardia ha varato una nuova ordinanza valida su tutto il territorio regionale. Il provvedimento è in vigore già da oggi ed è valido fino al 6 novembre. Le misure in esso contenute sono state condivise sia sul piano politico, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato i sindaci delle città capoluogo, l’Anci lombarda, i capigruppo di tutti partiti che siedono in Consiglio regionale e Renato Saccone, prefetto di Milano, sia sul piano tecnico, con il via libera del Comitato Tecnico Scientifico lombardo. L’uno e l’altro tavolo si sono tenuti ieri a Palazzo Lombardia. L’ordinanza è valida in tutta la regione, non si sono decise restrizioni ad hoc per Milano e hinterland dove, negli ultimi giorni, si è contato il maggior numero di nuovi positivi. (IL TESTO DELL'ORDINANZA / PDF). Per il virologo Fabrizio Pregliasco l'ordinanza regionale entrata in vigore oggi, è "primo passo importante", che però "ancora non basta"

Conte al lavoro per il nuovo Dpcm

Nel frattempo anche il Governo è al lavoro per un nuovo giro di vite. E' finito in piena notte dopo le 4 il vertice a Palazzo Chigi tra i capi delegazione e il premier Giuseppe Conte sulla manovra e le misure da mettere in campo in un nuovo Dpcm anti-Covid. Il decreto, a quanto si apprende da fonti di governo, potrebbe essere varato tra domenica e lunedì. Ma non è escluso che provvedimenti vengano presi già prima. L'impressione, comunque, è che si vogliano stringere i tempi per le nuove restrizioni.