Campione d'Italia
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Campione d’Italia (Como), 20 ottobre 2020 - Due anni fa un’ordinanza della sezione fallimentare del Tribunale di Como l’ha fatto chiudere, il prossimo 3 novembre una sentenza della Corte di Cassazione potrebbe farlo riaprire. O quantomeno riaccendere qualche speranza di rivedere aperta la casa da gioco. È in mano ai giudici il futuro del Casinò Campione d’Italia e insieme degli abitanti dell’exclave, entrati in una crisi nera da quando hanno messo i sigilli all’unica azienda del paese. Ne sanno qualcosa gli oltre 470 dipendenti rimasti senza lavoro ai quali va aggiunto tutto l’indotto, per non parlare del Comune che senza i proventi del gioco d’azzardo non è praticamente più riuscito a far quadrare il proprio bilancio.

Adesso toccherà alla Cassazione stabilire se il casinò andava fatto fallire, come ha sostenuto a suo tempo il Tribunale di Como, oppure se aveva ragione la Corte d’Appello di Milano che nel 2019, rispondendo al ricorso dei creditori, stabilì che c’era stato un errore di procedura e occorreva rifare tutto da capo. Decisione che a sua volta ha fatto scattare il ricorso della Banca popolare di Sondrio e dei curatori fallimentari. In attesa di venire a capo del rompicapo giuridico a Campione d’Italia si è paralizzata ogni cosa e anche il Governo, che pure l’anno scorso aveva nominato un commissario straordinario per studiare in che modo riaprire la casa da gioco, alla fine ha preferito rinviare ogni decisione in attesa dell’esito del ricorso. In discussione non c’è tanto il fatto che il casinò debba riaprire, ma in che modo ciò debba avvenire e soprattutto il quando. Per il neosindaco Roberto Canesi la casa da gioco andrebbe riaperta subito, anche se in maniera più realistica non sarà possibile farlo prima di un anno. Nei giorni scorsi l’amministratore unico della Casinò Campione d’Italia Spa, Marco Ambrosini finito nel registro degli indagati della Procura di Como insieme all’ex sindaco Roberto Salmoiraghi per bancarotta preferenziale, ha ricevuto un mandato esplorativo per capire come rimettere in moto la casa da gioco.

«L’ingegner Ambrosini è tuttora il referente della società, il mandato è esplorativo e non ha costi per l’ente serve a valutare tra le varie parti coinvolte la disponibilità a un riavvio della casa da gioco – spiega il sindaco –. Siccome sappiamo che c’è un’udienza in Cassazione il 3 novembre, potrebbe tornare davanti al Tribunale di Como e se così fosse il Comune dovrebbe sapere cosa fare in tempi brevi. Per questo è necessario sapere cosa ne pensano le varie parti coinvolte in questo procedimento, compresa la curatela. Questo per sveltire il lavoro del Comune". Questa sera alle 17 è in programma un primo incontro con le parti sociali in rappresentanza dei lavoratori, i principali creditori insieme alla Banca Popolare di Sondrio e al Comune della Casinò Campione d’Italia Spa che ha sulle spalle un debito monstre di oltre 200 milioni di euro.