Attilio Fontana
Attilio Fontana

Milano, 17 ottobre 2020 - La Regione Lombardia ha varato una nuova ordinanza  per il contenimento dei contagi da Coronavirus. Il provvedimento è in vigore già da oggi ed è valido fino al 6 novembre. Le misure in esso contenute sono state condivise sia sul piano politico, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato i sindaci delle città capoluogo, l’Anci lombarda, i capigruppo di tutti partiti che siedono in Consiglio regionale e Renato Saccone, prefetto di Milano, sia sul piano tecnico, con il via libera del Comitato Tecnico Scientifico lombardo. L’uno e l’altro tavolo si sono tenuti ieri a Palazzo Lombardia. L’ordinanza è valida in tutta la regione, non si sono decise restrizioni ad hoc per Milano e hinterland dove, negli ultimi giorni, si è contato il maggior numero di nuovi positivi. Le misure, allora.

Innanzitutto si è deciso di fissare alle 24 l’orario di chiusura degli esercizi pubblici, dei locali serali e dei ristoranti, come già previsto dal decreto governativo. In tutti e tre i casi, però, si dovrà effettuare solo il servizio al tavolo a partire dalle 18, mentre il decreto governativo lo prevedeva dalle 21. E dalla stessa ora è vietata la vendita per asporto di alcolici. Tra le diverse ipotesi vagliate ieri, è infine passata quella meno penalizzante per esercenti e ristoratori. Fino alla prima serata di ieri sembrava invece destinata ad essere recepita nell’ordinanza la chiusura alle 21 per bar, pub e locali serali, con obbligo di servizio al tavolo sempre dalle 18, e alle 23 per i ristoranti. Per le sale Bingo e le sale scommesse l’ordinanza dispone invece la chiusura. I distributori automatici H24 dovranno essere disattivati dalle 18 alle 6 del mattino. In parchi e giardini pubblici il consumo di alcolici è ora vietato a tutte le ore del giorno. «Non parliamo di coprifuoco per favore, perché la nostra vita non dipende solo dall’apertura di un bar o di un ristorante», dichiara Saccone dopo l’incontro a Palazzo Lombardia. «Abbiamo un obiettivo comune – prosegue il Prefetto – e con la nuova ordinanza i controlli saranno ancora più incisivi». 

Quindi ecco la stretta sulle attività sportive. L’ordinanza lombarda sospende, infatti, tutti i campionati sportivi dilettantistici di carattere regionale che prevedano il contatto fisico, quali il calcio, il basket, la pallavolo o il rugby, solo per citare le discipline più popolari. La sospensione riguarda anche le squadre dei settori giovanili. Vietate non solo le partite ma anche gli allenamenti, a differenza di quanto sembrava destinato ad essere deciso nel pomeriggio di ieri. 
Quelle appena elencate sono le misure incluse nell’ordinanza.

Regione, sindaci e capigruppo hanno poi inserito nel provvedimento alcune indicazioni sui temi del trasporto pubblico e della scuola, due temi legati a doppio filo: l’indicazione data alle scuole superiori e agli istituti professionali è quella di alternare la didattica a distanza e la didattica in presenza, oltre a prevedere una maggiore diversificazione degli orari di ingresso. Agli atenei si raccomanda, più genericamente, «di promuovere il più possibile la didattica a distanza». Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ieri sera ha fatto sapere di avere sottoposto il testo del provvedimento al ministro della Salute, Roberto Speranza.

E proprio al Governo invia un messaggio: «Si prevedano in maniera decisa e significativa risorse compensative per quelle attività economiche che inevitabilmente subiranno ripercussioni dagli esiti di questa decisione condivisa da tutti i soggetti oggi (ieri ndr) seduti al Tavolo. Con i sindaci, l’Anci e tutti i capigruppo c’è stato un confronto schietto, utile e produttivo, svolto in un clima costruttivo e positivo». A chi gli chiede se la continua progressione del numero dei contagi in Lombardia lo preoccupi e quanto debbano essere preoccupati i lombardi, Fontana risponde: «Sono meno preoccupato oggi rispetto a marzo perché ora abbiamo maggior coscienza di quello che succede e abbiamo anche migliori risposte dal punto di vista medico. Penso che anche i lombardi debbano essere meno preoccupati, ma debbano comunque essere attenti all’osservanza delle misure».

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